In spiaggia: cambiano le mode

In spiaggia: cambiano le mode

Per l’estate va bene anche solo eliminare la pancetta.

Il preparatore: “Bastano tre allenamenti alla settimana” L’obbiettivo è dimagrire e aggiustare la postura. Per non sfigurare alla prova costume. Il mito del palestrato non va più di moda. Nemmeno tra i cagliaritani, che in vista della stagione estiva, più che di bicipiti voluminosi e pettorali gonfi, hanno bisogno di sentirsi in forma. L’obiettivo primario è eliminare la pancetta, aggiustare la postura. Ma soprattutto dimagrire. Il tanto giusto per non sfigurare alla prova costume. Lo garantisce MIRKO CANTONE, 39 anni, personal trainer professionista da dieci anni, che lavora sia in privato che in palestra. “Non ci sono strategie generiche da seguire – assicura – ognuno ha delle caratteristiche che delineano una dieta personale”. Ma è anche vero che “ogni risultato si può ottenere solo con costanza.

Non serve esasperare l’allenamento: ne bastano tre a settimana, a giorni alterni, di massimo un’ora e mezza ognuno”.

LE ICONE. Sebbene al cinema siano tornati gli eroi palestrati, da Rambo al John McClane di Die hard, il fitness non ha più i modelli di riferimento di una volta, il fisico muscoloso, tanto caro agli anni Ottanta, non fa più colpo. “C’è più cultura – aggiunge Cantone – nessuno vuole diventare grosso per imitare i personaggi di una volta. Non vanno di moda nemmeno i tronisti di Maria De Filippi. Il primo obiettivo di oggi è rimettersi in forma. Tutti conducono una vita troppo sedentaria, con un’alimentazione sregolata. Ecco perché anche i giovanissimi mettono su pancetta. Loro, in particolare eccedono anche con gli alcolici e i superalcolici. Fanno meno attenzione alla forma fisica”

L’ESAME. Ma poi arriva la primavera e suona il campanello d’allarme. Troppo tardi? “No, se ci si allena con costanza magari bastano anche solo tre mesi per ottenere risultati accettabili. Certo, non se si è troppo in sovrappeso”. Un consiglio: “combinare il lavoro di bonificazione con quello aerobico. Prima uno poi l’altro”.

A TAVOLA. Seguire una dieta dimagrante non significa non mangiare. “Stare lontano dai pasti non serve, fa abbassare il metabolismo e non è salutare . In molti casi, inoltre, ti porta a ingrassare subito dopo. L’ideale è calcolare il proprio metabolismo basale, con le proprie funzioni cellulari, digestive e il dispendio energetico globale. Ma in ogni caso, per tenersi in forma sono ottimi anche cinque pasti al giorno”. Che non significa abbuffarsi. “ Si parte con una buona colazione la mattina. Non ci sono regole generali. Per molti è meglio nutrirsi di biscotti dietetici, per altri di prosciutto e uova. Per me è meglio quella mediterranea: cereali , succhi di frutta, latte e yogurt. Niente paste”. E dopo qualche ora: lo spuntino di metà mattina. Magari una mela o una pera. Oppure prosciutto e bresaola. Dipende dal soggetto. Le necessità di un atleta sicuramente diverse da quelle di una casalinga”.

VIETATO DISSOCIARSI. Occhio alla dieta dissociata. “ Si definisce così perché è opportuno scegliere carboidrati a pranzo e proteine a cena. Quindi separarli nettamente. A pranzo va bene mangiare pasta. Ma a cena non tanto. E’ come fare benzina per poi parcheggiare la macchina: è inutile. E’ anche più facile ingrassare perché il metabolismo notturno è più rilassato , smaltisce meno. La sera è preferibile mangiare verdure, carne magra, bianca, pesce”. Ma prima lo spuntino pomeridiano, “con prosciutto o bresaola, o tonno, e massimo qualche cracker integrale”.

FAI DA TE. Chi non ha il tempo di andare in palestra, può accontentarsi di tenersi in attività anche semplicemente correndo. “Il jogging mattutino è senza dubbio più efficace – chiarisce cantone – soprattutto se fatto prima di colazione. Questo perché l’organismo non ha ancora assunto zuccheri, quindi tendere a metabolizzare (utilizzare) subito i grassi. In ogni caso, va bene anche la sera. L’importante è controllare
la frequenza cardiaca”.

Intervista a Mirko Cantone L’unione Sarda 22/03/2008