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GUERRA AI CHILI DI TROPPO
Si chiama BOOTCAMP Beat IT System® la nuova disciplina fitness che impazza tra i divi di Hollywood. Un sistema di allenamento all’aperto nato negli States e ispirato al training dei Marines americani. Corsa, flessioni, scatti e addominali… BOOTCAMP Beat IT System® ti aiuta ad allenare il corpo, a perdere peso e aumentare il senso di sfida con te stesso. Che ci sia caldo o freddo, pioggia o neve i trainers BOOTCAMP BS® avranno 6 settimane per farti dire “Missione Compiuta”. Non importa quale sia il tuo livello di partenza, il risultato sarà sorprendente!
DISCIPLINA E DETERMINAZIONE Bootcamp BS® è un allenamento fitness mirato al raggiungimento di due obiettivi fondamentali: dimagrire e tonificare. La sua missione è reclutare un esercito di uomini e donne da allenare all’aperto, in qualsiasi condizione atmosferica: minigruppi da 6 a 10 persone desiderosi di mettersi in gioco in un’atmosfera divertente che ricalca la disciplina e la struttura militare. Ma attenzione, allenarsi con il metodo BOOTCAMP BS® è duro.
Richiede impegno, determinazione e disciplina. Sotto la guida di un trainer esperto e qualificato sarai guidato in un intenso allenamento all’aperto di 6 settimane (2, 3 o 5 volte a settimana, a scelta). Ogni allenamento è differente e studiato per far lavorare diverse aree del corpo e della mente. Include Stretching, Corsa/Camminata, Esercizi militari, Corsa a ostacoli, Yoga, Pilates, Pesi, Addominali, Salto con la corda… Esercizi per migliorare la forza muscolare e molto altro ancora! Un concentrato di esercizi semplici, alternando le pratiche più svariate e tanta disciplina. Nel BOOTCAMP BS® ti sfidiamo a spingerti oltre i tuoi limiti… Ma ti promettiamo che ti divertirai!
RECLUTE, AVANTI MARSH! Prima di iniziare l’allenamento sarai sottoposto a: TEST FISICI, TEST DI FORZA E TEST DI RESISTENZA. Saranno rilevati il tuo peso, le tue misure e il calcolo della tua massa grassa. I risultati dei test saranno utilizzati per definire il tuo livello di partenza: da Principiante ad Avanzato. Non solo, ti serviranno per valutare i tuoi progressi al termine delle 6 settimane di allenamento.
MISSIONE COMPIUTA? BASTANO 6 SETTIMANE! Ecco alcuni dei risultati che otterrai in 6 settimane di BOOTCAMP BS® : 3-5% riduzione massa grassa Notevole miglioramento posturale Minore Stress Perdita di peso da 3 a 8 Kg 2.5/7.5 cm in meno di girovita 25% miglioramento di resistenza e forza 100% aumento sicurezza di sé e autostima
IN PILLOLE BOOTCAMP BS® è un allenamento all’aperto che ti permette di perdere peso, aumentare la massa muscolare, migliorare la resistenza e ottenere risultati in tempi brevi. Bastano 6 settimane.
BOOTCAMP BS® è studiato per seguire il singolo partecipante e il gruppo allo stesso tempo. Nessuno viene lasciato indietro. Nessuno è sottoposto a sforzi rischiosi per la salute. Ognuno ha diversi punti di forza e punti deboli. Ti chiediamo di ascoltare il tuo corpo: riposati se ti senti senza forze!
I BOOTCAMP BS® sono adatti a uomini e donne di tutti i livelli. Non importa a che livello sei, ti sfideremo a portare al massimo le tue potenzialità!
BOOTCAMP BS® è la tecnica con la quale i campioni Dorman Racines e Luigi Colbax hanno allenato i partecipanti del reality-show in onda su Sky “Cambio Vita torno in forma” raggiungendo risultati sorprendenti.
PER SAPERNE DI PIU’ BOOTCAMP BEAT IT SYSTEM® (www.bootcampbs.com),è un sistema d’allenamento nato negli States ma adattato e ottimizzato per il mercato Italiano. Creato da Dorman Racines*, titolare della Beat IT Exercise, azienda che dal 2002 ha come obiettivo la creazione e commercializzazione di programmi d’allenamento come Beat IT, Zumba, Beat IT Stone, Postural Stone e oggi BOOTCAMP BS®.
Iscriviti ad uno dei nostri BOOTCAMP BS® ed inizia a perdere peso OGGI.
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IN SPIAGGIA. Cambiano le mode, cade il mito del palestrato tutto bicipiti e deltoidi |
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Per l’estate va bene anche solo eliminare la pancetta.
Il preparatore: “Bastano tre allenamenti alla settimana” L’obbiettivo è dimagrire e aggiustare la postura. Per non sfigurare alla prova costume. Il mito del palestrato non va più di moda. Nemmeno tra i cagliaritani, che in vista della stagione estiva, più che di bicipiti voluminosi e pettorali gonfi, hanno bisogno di sentirsi in forma. L’obiettivo primario è eliminare la pancetta, aggiustare la postura. Ma soprattutto dimagrire. Il tanto giusto per non sfigurare alla prova costume. Lo garantisce MIRKO CANTONE, 39 anni, personal trainer professionista da dieci anni, che lavora sia in privato che in palestra. “Non ci sono strategie generiche da seguire – assicura - ognuno ha delle caratteristiche che delineano una dieta personale”. Ma è anche vero che “ogni risultato si può ottenere solo con costanza.
Non serve esasperare l’allenamento: ne bastano tre a settimana, a giorni alterni, di massimo un’ora e mezza ognuno”.
LE ICONE. Sebbene al cinema siano tornati gli eroi palestrati, da Rambo al John McClane di Die hard, il fitness non ha più i modelli di riferimento di una volta, il fisico muscoloso, tanto caro agli anni Ottanta, non fa più colpo. “C’è più cultura – aggiunge Cantone – nessuno vuole diventare grosso per imitare i personaggi di una volta. Non vanno di moda nemmeno i tronisti di Maria De Filippi. Il primo obiettivo di oggi è rimettersi in forma. Tutti conducono una vita troppo sedentaria, con un’alimentazione sregolata. Ecco perché anche i giovanissimi mettono su pancetta. Loro, in particolare eccedono anche con gli alcolici e i superalcolici. Fanno meno attenzione alla forma fisica”
L’ESAME. Ma poi arriva la primavera e suona il campanello d’allarme. Troppo tardi? “No, se ci si allena con costanza magari bastano anche solo tre mesi per ottenere risultati accettabili. Certo, non se si è troppo in sovrappeso”. Un consiglio: “combinare il lavoro di bonificazione con quello aerobico. Prima uno poi l’altro”.
A TAVOLA. Seguire una dieta dimagrante non significa non mangiare. “Stare lontano dai pasti non serve, fa abbassare il metabolismo e non è salutare . In molti casi, inoltre, ti porta a ingrassare subito dopo. L’ideale è calcolare il proprio metabolismo basale, con le proprie funzioni cellulari, digestive e il dispendio energetico globale. Ma in ogni caso, per tenersi in forma sono ottimi anche cinque pasti al giorno”. Che non significa abbuffarsi. “ Si parte con una buona colazione la mattina. Non ci sono regole generali. Per molti è meglio nutrirsi di biscotti dietetici, per altri di prosciutto e uova. Per me è meglio quella mediterranea: cereali , succhi di frutta, latte e yogurt. Niente paste”. E dopo qualche ora: lo spuntino di metà mattina. Magari una mela o una pera. Oppure prosciutto e bresaola. Dipende dal soggetto. Le necessità di un atleta sicuramente diverse da quelle di una casalinga”.
VIETATO DISSOCIARSI. Occhio alla dieta dissociata. “ Si definisce così perché è opportuno scegliere carboidrati a pranzo e proteine a cena. Quindi separarli nettamente. A pranzo va bene mangiare pasta. Ma a cena non tanto. E’ come fare benzina per poi parcheggiare la macchina: è inutile. E’ anche più facile ingrassare perché il metabolismo notturno è più rilassato , smaltisce meno. La sera è preferibile mangiare verdure, carne magra, bianca, pesce”. Ma prima lo spuntino pomeridiano, “con prosciutto o bresaola, o tonno, e massimo qualche cracker s integrale”.
FAI DA TE. Chi non ha il tempo di andare in palestra, può accontentarsi di tenersi in attività anche semplicemente correndo. “Il jogging mattutino è senza dubbio più efficace – chiarisce cantone – soprattutto se fatto prima di colazione. Questo perché l’organismo non ha ancora assunto zuccheri, quindi tendere a metabolizzare (utilizzare) subito i grassi. In ogni caso, va bene anche la sera. L’importante è controllare la frequenza cardiaca”.
Intervista a Mirko Cantone L'unione Sarda 22/03/2008 |
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Rottura del Menisco del Ginocchio |
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Il Menisco è una cartilagine posta tra due estremità ossee a scarsa congruenza. Ne abbiamo due per ogni ginocchio (interno ed esterno). Nel ginocchio il menisco avorisce l’articolarità del femore, (a superficie convessa) con la tibia (a superficie piatta). E’ stata dimostrata una loro mobilità soprattutto in direzione antero-posteriore. Questo permette una congruenza articolare dinamica e non solo statica. Infatti il rotolamento del condilo femorale durante la flessione del ginocchio viene accompagnato dal movimento del menisco. Una di sincronizzazione di tale azione sarebbe uno dei movimenti lesivi a carico del menisco.
La rottura del menisco presuppone, nella maggioranza dei casi, un intervento di asportazione di una parte del menisco, o solo di alcuni frammenti, e solo in pochi casi di tutto il menisco. L’intervento di asportazione, Meniscectomia, viene fatto oramai solo per via artroscopia. Un metodo che consiste in un intervento di microchirurgia in quanto si opera attraverso due o tre fori di 1 cm di larghezza. Attraverso tali fori vengono introdotti da un lato una sonda esplorativa e dall’altro gli strumenti chirurgici. Parte della poca invasività dell’intervento è data anche dal fatto che si tende a “ripulire” il menisco nella sola sede dove è rotto. Dopo l’intervento spesso vengono utilizzate le stampelle, ma ormai in molte strutture non vengono più utilizzate. La discreta instabilità che deriva dall’asportazione di una parte o di tutto il menisco comporta l’inevitabile necessità di stabilizzare il ginocchio mediante la ginnastica e il rinforzo e il potenziamento dei muscoli della coscia. A tal proposito è sbagliato pensare che i muscoli interessati in questa azione di stabilizzazione siano solo i muscoli estensori. Infatti vi partecipano tutti i muscoli che passano nelle vicinanze del ginocchio sia anteriormente che posteriormente, e sia all’esterno che all’interno. Da non trascurare è l’allungamento ed il rilassamento delle fasce muscolari posteriori, al fine di ottenere un completo recupero. A volte passano anche mesi prima che venga effettuato l’intervento, e in questo periodo di inattività si può verificare una ridotta mobilità e/o una modesta rigidità articolare, che vanno affrontate sin dall’inizio, per facilitare poi il ricondizionamento e il completo recupero muscolare. In questo caso si tratta di lavorare sempre in assenza di dolore, e senza raggiungere mai, nel primo mese dall’intervento la flessione massima sotto carico del ginocchio. Per recuperare l’estensione è sufficiente lasciare il ginocchio sospeso tra 2 punti.GLI ESERCIZI CONSIGLIATI: E’ consigliabile scegliere inizialmente esercizi in scarico come la cyclette, anziché esercizi come lo Squat o la Leg Press a 90°. Anche dopo la cyclette va sempre associato lo stretching. Gli esercizi consigliati invece nelle settimane successive all’intervento, vanno dalla contrazione isometrica per 5sec. con 5 sec. di recupero, allo Step ed alla cyclette nelle prime fasi. Se non compare dolore o tumefazione si passa all’allenamento con la Leg Extension e la Leg Curl a carichi moderati e crescenti, per poi passare successivamente alla Leg Press orizzontale e al Mezzo Squat (inizialmente eseguito senza carico e rigorosamente con escursione controllata). Molta attenzione va data alla regione dalla quale è stato asportato il menisco, ad esempio: se è stato asportato il menisco mediale, consiglio di insistere opportunamente sull’allenamento del Vasto Mediale del muscolo Quadricipite e sui muscoli che costituiscono la zampa d’oca (Semitendinoso, Gracile, Sartorio) e sul Semitendinoso. Consiglio anche di allenare i muscoli Adduttori, il Tensore della fascia lata e il Grande Gluteo, tutti muscoli che concorrono nella stabilità dell’anca e quindi anche del ginocchio.
GLI ESRCIZI CHE SCONSIGLIO: sono innanzitutto quelli che causano dolore. Evitare tutti gli esercizi che ricercano l’escursione massima sotto carico, e soprattutto lo Squat parallelo e il lo Squat completto che possono rendere il ginocchio ancora più instabile. Evitare comunque tutti i movimenti di torsione del gionccchio, come tutti quei movimenti di torsione dove il femore ruota, e la tibia invece rimane bloccata, questa situazione per il menisco è dannosissima, perché il menisco viene intrappolato in una morsa pericolosissima tra il condilo femorale e i piatto tibilale Controllare i progressi valutando periodicamente il tono muscolare, oppure misurando i miglioramenti in cm. di crescita muscolare con il metro a circa 10cm. dal margine rotuleo superiore.
Mirko Cantone Personal Trainer. |
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Mantenetevi in forma con il P.H.A. & Circuit it Training |
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Se dopo l’estate siete ancora indecisi se riprendere ad allenarvi o meno, prendete in considerazione un metodo veloce dinamico e molto efficace per mettervi in forma divertendovi. Che siate uomini o donne, sedentari oppure atleti potete allenarvi con un sistema di esercizi a circuito di tipo P.H.A. (Peripheral Heart Action) o anche Circuit Training per migliorare la circolazione e l’efficienza cardiovascolare ed innalzare la soglia aerobica.
Con questo lavoro migliorerete l’efficienza fisica e il tono muscolare, aumenterete la gittata sistolica e regolarizzerete la pressione arteriosa. Ne conseguirà una ottimizzazione del trasporto di ossigeno ai vari tessuti, e si avrà anche un migliore utilizzo dell’acido lattico limitando così il suo accumulo nei tessuti muscolari e nel sangue. Il vostro metabolismo basale subirà una buona accelerazione e se poi lo associate ad un adeguato regime alimentare vi aiuterà in breve tempo a dimagrire, definire e perdere l’adipe superfluo. Questo metodo ideato da Chuck Coker diversi anni fà, è utilizzato come asso nella manica da tanti personal trainer e preparatori atletici per coinvolgere e stimolare i propri clienti con un metodo “nuovo” veloce e che non duri troppo…ma soprattutto efficace! Ormai sono in molti i professionisti del settore a farne il cavallo di battaglia come principale proposta d’allenamento per la propria clientela: ad esempio un certo Matt Roberts, personal trainer di numerose star come Naomi Campbell, Sandra Bullock e Natalie Imbruglia utilizza quasi esclusivamente il metodo P.H.A. per la sua innumerevole ed esigente clientela. Lui stesso dice: “è un sistema che si adatta a chiunque se usato correttamente e riduce notevolmente i tempi della seduta d’allenamento”. In sintesi questo metodo prevede lo svolgimento e l’alternanza di circa 4-6 esercizi x aree del corpo differenti e distanti fra loro, da eseguire in sequenza senza fare pause tra loro (o con pause minime: 10”-20” circa), e da eseguire per 2-3 volte, dopo di che si passa ad una sequenza successiva con esercizi diversi per un totale di max 3-4 sequenze differenti. Tutto questo porta a una stimolazione dell’ apparato cardio-circolatorio, aumentando la velocità della circolazione sanguigna e andando così ad ossigenare e rinforzare tutti i distretti muscolari, (come avviene con un buon lavoro aerobico) creando una buona condizione fisica generale. Naturalmente il circuito va personalizzato ed adattato alle esigenze di ogni singola persona, studiando gli esercizi più adatti al caso, la loro sequenza, e pause, l’intensità, e il carico (che non deve mai essere elevato per non innalzare troppo la frequenza cardiaca), e seguendo le diverse esigenze ed obbiettivi nonché le eventuali problematiche riguardanti patologie che il cliente può avere.
Ecco un esempio di circuito (P.H.A.):
riscaldamento alla cyclette o al tapisroulant
1^ sequenza: trazioni lat machine front.
Crunches
Squat
Tricipiti al cavo alto
Cyclette o Step 2-3 min.
2^ sequenza:: lento dietro con 2 manub.
crunches inversi
leg press o gluteus machine
bicipiti su panca scott
Cyclette o Step 2-3 min.
3^ sequenza: distens. panca orizz. o pectoral
iperestensioni lombari
leg extension o adductor mach.
Dips
Cyclette o Step 2-3 min.
4^ sequenza: alzate laterali per le spalle
abdominal crunches alla macch.
leg curl o abductor machine
pulley basso
Cyclette o Step 2-3 min.
si eseguono 12-15 ripetizioni per esercizio, e ogni sequenza va ripetuta per 3 volte. A fine allenamento non si deve mai trascurare il defaticamento e lo stretching. Naturalmente questo è solo un esempio di come si può strutturare un lavoro a circuito di tipo P.H.A. ma le combinazioni possono essere innumerevoli e svariate..
Il Circuit Training ha le stesse caratteristiche del metodo precedente, ma con la differenza che l’obbiettivo principale è di completare tutte le “stazioni” riducendo il tempo necessario per eseguire il circuito. Il numero degli esercizi da eseguire sempre in sequenza è superiore (circa 8-10 esercizi), per un massimo di tre circuiti. La scelta degli esercizi è sempre dettata dalle esigenze individuali e/o dalle caratteristiche del proprio sport . anche qui ogni sezione tende a coinvolgere zone del corpo distanti l’una dall’altra, cosa che peraltro serve ad evitare un eccessivo affaticamento muscolare localizzato…. provate questi 2 metodi di allenamento e rimarrete sicuramente entusiasti sia x la loro dinamicità che per la loro efficacia.
Non mi resta che auguravi buon allenamento!!!
(da un mio articolo pubblicato sulla rivista Inside Magazine.) |
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